Con l’assistente sociale in azienda migliora qualità del lavoro

- di Chiara Di Cristofaro | 12 Ottobre

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Lavorare sulle persone, metterle al centro perché l’intera organizzazione funzioni al meglio. L’idea che l’azienda sia più efficiente se i lavoratori sono soddisfatti e sereni non è solo un’idea, ma un dato dimostrato e certo che le aziende più consapevoli e mature hanno ormai acquisito e ritengono imprescindibile. E i servizi di welfare aziendale lo dimostrano tanto che ora, anche in azienda, arriva l’assistente sociale. Ideatore del servizio è ISSIM (Istituto per il servizio sociale nell’impresa) che oltre a offrire i classici servizi di supporto di compilazione di pratiche, di consulenza per i rapporti con gli enti previdenziali o i patronati, si concentra anche sugli aspetti più psicologici e di benessere in senso ampio.

Un progetto che guarda anche alle Pmi
«Nel tempo sono cambiati i bisogni e quindi ci siamo specializzati sull’area psicologica», spiega la direttrice di ISSIM, Roberta Barge. «Spesso – aggiunge – si parte dalla richiesta di supporto burocratico, per esempio per il prepensionamento o la richiesta di part-time per passare poi ad aspetti più personali, di sostegno e di benessere. Quella che era una richiesta di mero supporto pratico si arricchisce di un taglio psicologico, che riguarda o la persona o tutto il nucleo familiare». Il lavoro, quindi, arriva in supporto della vita personale del dipendente: perché problemi come una separazione, la gestione di un genitore anziano o di figli piccoli, o problemi scolastici dei figli così come problemi relazionali sul lavoro, cambiamenti organizzativi o di ruolo, incidono in maniera netta con la serenità del lavoratore e quindi anche con la sua produttività.

Un sostegno alla persona, in questo senso, può essere decisivo perché la performance lavorativa non ne risenta. «Il nostro è un “progetto intorno alla persona” – spiega Barge – e le aziende associate con noi lo apprezzano, sono molto coinvolte. Chi ci contatta, in genere, sono le imprese grandi o medio-grandi, il nostro obiettivo, ora, è di allargare il nostro servizio anche nelle PMI, con programmi a loro dedicati, come per esempio parte di un pacchetto assicurativo». Anche perché con un progetto di questo tipo i risultati in termini di benessere e quindi di produttività e motivazione sono concreti.

Da Sanofi a 3M, le esperienze in azienda
«Prendersi cura della felicità e e del benessere delle nostre persone per noi è un investimento», dice Laura Bruno, HR Director Italia e Malta di Sanofi, una delle principali aziende farmaceutiche in Italia con oltre 2600 collaboratori sul territorio, tra siti produttivi e sedi operative e di ricerca. «Oltre ai riscontri positivi e spontanei dei nostri collaboratori – spiega – sui benefici di questo servizio parlano i dati: aumentano coinvolgimento, motivazione e produttività, scendono i tassi di assenteismo». L’azienda ha previsto uno spazio di ascolto, in presenza o anche telefonico per alcune sedi, che fornisce un servizio di counseling che affronta le varie tematiche.

Esperienza positiva, quella del counseling in azienda, anche per 3M, multinazionale presente in Italia da 50 anni con 800 collaboratori e un fatturato di oltre 455 milioni di euro. «L’intera organizzazione – aggiunge – beneficia di questo approccio e i feedback che raccogliamo dalle persone sono molto positivi», dice Maurizio Asti, South East Europe HR manager di 3M Italia, che è associata a ISSIM dal 2009. «Tra i vari servizi a disposizione – precisa - quello di counseling è stato scelto come maggiormente adatto ed interessante per 3M Italia. Infatti negli si è sviluppata la fruizione di affiancamento di counseling, fino a raddoppiare gli incontri e le giornate dedicate».

Dalla campagna informativa, allo sportello telefonico o in presenza
Per le aziende non viene offerto un voucher per acquistare un servizio, come accade in altri casi, o una convenzione, ma l’ascolto e il supporto diretto di una figura, appunto un assistente sociale, appositamente formata e la costruzione della soluzione al problema. Lo spazio viene deciso insieme: può essere uno sportello fisicamente presente in azienda uno o più giorni a settimana, o un supporto telefonico o un mix dei due servizi. Gli interventi possono essere anche sul gruppo di lavoro, oltre che sul singolo e coinvolgere strutture territoriali di assistenza, se necessario.

In Arkema, una realtà che opera su 7 siti e con 600 dipendenti, per esempio, sono state realizzate diverse iniziative specifiche: «Abbiamo riscontrato un miglioramento in diverse aree che riguardano il benessere fisico e psicologico – sottolinea Daniela Xaxa, HR manager di Arkema – come con la Campagna per l’alimentazione corretta, quella contro le dipendenze informatiche e ludiche o quella di promozione dell’attività fisica».

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